Prova2
Date
luglio
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di Giampiero Pizzol
regia Piero Ganci
assistenza tecnica Giuseppe Giangrasso, Michele Vella
assistenti di scena Annalisa Bosco, Raffaella Avila, Anna Lombardo, Serenella Spinelli, Piero Catanzaro, Paola Ferro
con Piero Ganci, Giuseppina Lombardo, Adriana Mirabella, Salvatore Agnello, Enrico Cammarata, Samanta Lombardo, Annalisa Lombardo, Mimmo Zappata, Gabriele Mannina, Marta Giangrasso, Gaia Guglielmino, Sergio Di Liberti, Laura Messana, Giuseppe Paziente, Gianni Di Benedetto, Mario Impellizzeri, Michelle Alaimo, Gloria D’Angelo, Mimmo Mondo, Lorena Misuraca, Samuele De Luca, Francesca Lo Presti, Sara De Luca, Gabriele Impastato, Valentina Crimi, Marco Messina, Enza Gandolfo, Anna Davi’, Rocco Di Giuseppe, Gianvito Ferrara, Rosa Pirrone, Dario Parrino, Alessandro Catanzaro, Baldo Sabella
produzione Associazione di Promozione Sociale “La Bellacompagnia”
durata 90’
Un Noè inventore e agricoltore, padre di tre figli scatenati e marito quasi fortunato di una moglie altrettanto energica e incline al matriarcato.
Sono questi gli ingredienti di una storia brillante che rilegge, nello spirito, il racconto biblico del Diluvio. Con l’arca, gli animali e l’inevitabile catastrofe, prende forma uno spettacolo coinvolgente e al tempo stesso graffiante, capace di mettere in luce, con ironia e leggerezza, i vizi dell’umanità.
Giampiero Pizzol, autore di numerosi testi teatrali, introduce inoltre un personaggio di origine biblica che aggiunge ulteriore comicità e un messaggio di sorprendente attualità: il serpente, figura seducente e ambigua per eccellenza.
Ma questa volta non avrà la meglio: accanto a Noè non ci sono soltanto la famiglia e gli animali, bensì Dio stesso, che interviene con inesauribile fantasia al momento opportuno.
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
26 luglio 2026 19:30
mer29luglio19:30LELLA COSTALisistrata di AristofaneTeatro Antico19:30
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traduzione Nicola Cadoni
adattamento Emanuele Aldrovandi
e Serena Sinigaglia
regia Serena Sinigaglia
con Lella Costa
e con Marco Brinzi, Francesco Migliaccio, Stefano Orlandi, Pilar Perez Aspa, Giorgia Senesi, Irene Serini
scena Maria Spazzi (allestimento ridotto)
costumi Gianluca Sbicca
musiche Filippo Del Corno
consulenza musicale Sandra Zoccolan
musiche registrate da Sandra Zoccolan (voce) insieme a Ensemble Sentieri Selvaggi (Paola Fre, flauti; Luca Gusella e Andrea Dulbecco, percussioni)
coreografie Alessio Maria Romano
assistente scenografa Chiara Modolo
assistente alla regia Arianna Sorci
foto Serena Serrani
video Alberto Sansone
produzione INDA e Teatro Carcano
durata 90’
Una guerra interminabile, un mondo sull’orlo del collasso e un’unica, folle arma di ribellione: lo sciopero del sesso. Lisistrata torna sul palco, irresistibile e attualissima, per gridare: “Donne di tutto il mondo, unitevi!” Lisistrata si regge su un presupposto terribilmente serio e grave, qualcosa che affligge l’umanità da sempre e che pare essere da sempre inarrestabile: la guerra. Lisistrata stessa sembra scritta come un’eroina della tragedia. Altro che commedia! Un’Atene dove non ci sono più uomini, perché tutti al fronte. Un mondo che si sta sgretolando e intanto politici e tecnocrati di Atene e di Sparta che non sanno, non possono, non vogliono risolvere la situazione. Ci ricorda qualcosa? La grande commedia è sempre una provocazione, scandalo che scuote le coscienze. È l’assurdo che si fa segno di ribellione, di visioni altre, magari poco probabili ma forse possibili. Lo sciopero del sesso da parte delle donne può essere una soluzione per fermare la guerra? Per rilanciare la vita e l’amore? Oggi più di ieri questa esilarante e perfetta commedia ci parla. Il suo antico richiamo risuona potente: “Donne di tutto il mondo unitevi! Perché non ci provate? Magari è la volta buona che ci riuscite!”
Serena Sinigaglia
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
29 luglio 2026 19:30
gio30luglio19:30LELLA COSTALisistrata di AristofaneTeatro Antico19:30
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traduzione Nicola Cadoni
adattamento Emanuele Aldrovandi
e Serena Sinigaglia
regia Serena Sinigaglia
con Lella Costa
e con Marco Brinzi, Francesco Migliaccio, Stefano Orlandi, Pilar Perez Aspa, Giorgia Senesi, Irene Serini
scena Maria Spazzi (allestimento ridotto)
costumi Gianluca Sbicca
musiche Filippo Del Corno
consulenza musicale Sandra Zoccolan
musiche registrate da Sandra Zoccolan (voce) insieme a Ensemble Sentieri Selvaggi (Paola Fre, flauti; Luca Gusella e Andrea Dulbecco, percussioni)
coreografie Alessio Maria Romano
assistente scenografa Chiara Modolo
assistente alla regia Arianna Sorci
foto Serena Serrani
video Alberto Sansone
produzione INDA e Teatro Carcano
durata 90’
Una guerra interminabile, un mondo sull’orlo del collasso e un’unica, folle arma di ribellione: lo sciopero del sesso. Lisistrata torna sul palco, irresistibile e attualissima, per gridare: “Donne di tutto il mondo, unitevi!” Lisistrata si regge su un presupposto terribilmente serio e grave, qualcosa che affligge l’umanità da sempre e che pare essere da sempre inarrestabile: la guerra. Lisistrata stessa sembra scritta come un’eroina della tragedia. Altro che commedia! Un’Atene dove non ci sono più uomini, perché tutti al fronte. Un mondo che si sta sgretolando e intanto politici e tecnocrati di Atene e di Sparta che non sanno, non possono, non vogliono risolvere la situazione. Ci ricorda qualcosa? La grande commedia è sempre una provocazione, scandalo che scuote le coscienze. È l’assurdo che si fa segno di ribellione, di visioni altre, magari poco probabili ma forse possibili. Lo sciopero del sesso da parte delle donne può essere una soluzione per fermare la guerra? Per rilanciare la vita e l’amore? Oggi più di ieri questa esilarante e perfetta commedia ci parla. Il suo antico richiamo risuona potente: “Donne di tutto il mondo unitevi! Perché non ci provate? Magari è la volta buona che ci riuscite!”
Serena Sinigaglia
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
30 luglio 2026 19:30
ven31luglio19:30LELLA COSTALisistrata di AristofaneTeatro Antico19:30
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traduzione Nicola Cadoni
adattamento Emanuele Aldrovandi
e Serena Sinigaglia
regia Serena Sinigaglia
con Lella Costa
e con Marco Brinzi, Francesco Migliaccio, Stefano Orlandi, Pilar Perez Aspa, Giorgia Senesi, Irene Serini
scena Maria Spazzi (allestimento ridotto)
costumi Gianluca Sbicca
musiche Filippo Del Corno
consulenza musicale Sandra Zoccolan
musiche registrate da Sandra Zoccolan (voce) insieme a Ensemble Sentieri Selvaggi (Paola Fre, flauti; Luca Gusella e Andrea Dulbecco, percussioni)
coreografie Alessio Maria Romano
assistente scenografa Chiara Modolo
assistente alla regia Arianna Sorci
foto Serena Serrani
video Alberto Sansone
produzione INDA e Teatro Carcano
durata 90’
Una guerra interminabile, un mondo sull’orlo del collasso e un’unica, folle arma di ribellione: lo sciopero del sesso. Lisistrata torna sul palco, irresistibile e attualissima, per gridare: “Donne di tutto il mondo, unitevi!” Lisistrata si regge su un presupposto terribilmente serio e grave, qualcosa che affligge l’umanità da sempre e che pare essere da sempre inarrestabile: la guerra. Lisistrata stessa sembra scritta come un’eroina della tragedia. Altro che commedia! Un’Atene dove non ci sono più uomini, perché tutti al fronte. Un mondo che si sta sgretolando e intanto politici e tecnocrati di Atene e di Sparta che non sanno, non possono, non vogliono risolvere la situazione. Ci ricorda qualcosa? La grande commedia è sempre una provocazione, scandalo che scuote le coscienze. È l’assurdo che si fa segno di ribellione, di visioni altre, magari poco probabili ma forse possibili. Lo sciopero del sesso da parte delle donne può essere una soluzione per fermare la guerra? Per rilanciare la vita e l’amore? Oggi più di ieri questa esilarante e perfetta commedia ci parla. Il suo antico richiamo risuona potente: “Donne di tutto il mondo unitevi! Perché non ci provate? Magari è la volta buona che ci riuscite!”
Serena Sinigaglia
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
31 luglio 2026 19:30
ven31luglio21:30GIANMARCO CARROCCIAEmozioni acousticTempio21:30
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Viaggio tra le canzoni di Battisti e Mogol
Gianmarco Carroccia voce
Marco Cataldi arrangiamenti e chitarra
Dario Troisi pianoforte
Michele Campo violino
Fabrizia Pandimiglio violoncello
durata 90’
Il concerto Emozioni nasce con l’intento di valorizzare e diffondere l’opera di due tra i più grandi protagonisti della musica italiana: Lucio Battisti e Mogol.
Il programma propone l’esecuzione rigorosamente dal vivo di circa venti brani che raccontano il loro straordinario sodalizio artistico, delineando una vera e propria biografia musicale e mettendo in luce le molteplici sfumature racchiuse in ogni canzone.
L’intero repertorio è interpretato da Gianmarco Carroccia, accompagnato da un quartetto che ne rispetta l’identità originale, offrendo una resa sonora intensa, fedele ed emozionante.
Gianmarco Carroccia (Fondi, 1988) è cantautore e interprete formatosi al C.E.T. Music di Mogol, dove si diploma come autore di testi. Si afferma a livello nazionale con il progetto Emozioni, dedicato a Lucio Battisti e Mogol, diventandone uno dei più apprezzati interpreti.
Dal 2014 collabora stabilmente con Mogol, portando in scena un concerto-racconto con orchestra che registra numerosi sold out nei principali teatri italiani. Il progetto approda anche in televisione su Rai e Mediaset, consolidando la sua popolarità presso il grande pubblico.
Oggi alterna l’attività live alla pubblicazione di nuovi brani, proseguendo un percorso artistico che unisce tradizione autorale e sensibilità contemporanea.
Tempio
Luogo
Tempio
Ora
31 luglio 2026 21:30
agosto
sab01agosto19:30ARIANNA SCOMMEGNA SERGIO MAIFREDIEcuba di EuripideTeatro Antico19:30
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regia Sergio Maifredi
traduzione Giorgio Ieranò
con
Arianna Scommegna, Mino Manni, Gianluigi Fogacci, Mariella Speranza, Mario Incudine, Coro delle donne troiane
musiche originali Mario Incudine
eseguite dal vivo da Antonio Vasta costumi Paola Ratto
luci Paolo Benvenuto
produzione Teatro Pubblico Ligure
durata 90’
Ecuba di Euripide è la tragedia di tutte le guerre. Un popolo sconfitto viene trascinato lontano dalla propria terra in fiamme, mentre anche i vincitori appaiono devastati dagli anni di conflitto.
In questo scenario Odisseo emerge come grande mediatore, maschera tragica capace di cercare una via diversa: non più la forza bruta, ma la forza della parola — affilata e crudele quanto una spada.
La tragedia diventa un grande cunto mediterraneo, patrimonio dei popoli affacciati su quel mare. Anche la lingua del cantore, il siciliano, è scelta come spazio capace di accogliere parole provenienti da ogni sponda.
Troia è caduta; le donne, come in ogni guerra, sono deportate, rese schiave, prigioniere. Il loro viaggio al seguito dell’esercito vincitore è appena iniziato.
È una tragedia che unisce la durezza della storia a una dimensione visionaria e quasi fiabesca. L’Ecuba interpretata da Arianna Scommegna possiede la forza di una madre e di una belva insieme: una regina capace di evocare incubi e vendette feroci.
Le musiche originali di Mario Incudine, eseguite dal vivo dallo stesso Incudine e dal maestro concertatore Antonio Vasta, e interpretate dal coro, conferiscono allo spettacolo una potenza antica, arcaica e misteriosa.
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
1 agosto 2026 19:30
dom02agosto19:30ARIANNA SCOMMEGNA SERGIO MAIFREDIEcuba di EuripideTeatro Antico19:30
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Acquista biglietti
regia Sergio Maifredi
traduzione Giorgio Ieranò
con
Arianna Scommegna, Mino Manni, Gianluigi Fogacci, Mariella Speranza, Mario Incudine, Coro delle donne troiane
musiche originali Mario Incudine
eseguite dal vivo da Antonio Vasta costumi Paola Ratto
luci Paolo Benvenuto
produzione Teatro Pubblico Ligure
durata 90’
Ecuba di Euripide è la tragedia di tutte le guerre. Un popolo sconfitto viene trascinato lontano dalla propria terra in fiamme, mentre anche i vincitori appaiono devastati dagli anni di conflitto.
In questo scenario Odisseo emerge come grande mediatore, maschera tragica capace di cercare una via diversa: non più la forza bruta, ma la forza della parola — affilata e crudele quanto una spada.
La tragedia diventa un grande cunto mediterraneo, patrimonio dei popoli affacciati su quel mare. Anche la lingua del cantore, il siciliano, è scelta come spazio capace di accogliere parole provenienti da ogni sponda.
Troia è caduta; le donne, come in ogni guerra, sono deportate, rese schiave, prigioniere. Il loro viaggio al seguito dell’esercito vincitore è appena iniziato.
È una tragedia che unisce la durezza della storia a una dimensione visionaria e quasi fiabesca. L’Ecuba interpretata da Arianna Scommegna possiede la forza di una madre e di una belva insieme: una regina capace di evocare incubi e vendette feroci.
Le musiche originali di Mario Incudine, eseguite dal vivo dallo stesso Incudine e dal maestro concertatore Antonio Vasta, e interpretate dal coro, conferiscono allo spettacolo una potenza antica, arcaica e misteriosa.
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
2 agosto 2026 19:30
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Laboratorio danza e movimento creativo Ai partecipanti sarà richiesto di portare con sé un tappetino personale e di indossare abbigliamento comodo/sportivo. Per pre-iscriversi occorrerà inviare una mail all’indirizzo
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Laboratorio danza e movimento creativo
Ai partecipanti sarà richiesto di portare con sé un tappetino personale e di indossare abbigliamento comodo/sportivo.
Per pre-iscriversi occorrerà inviare una mail all’indirizzo barbara.lucarini@gmail.com
Un’esperienza di movimento creativo e danza libera aperta a tutti coloro che vogliano sperimentare un processo creativo in accordo con le proprie naturali propensioni espressive. Durante questo incontro focalizzeremo l’attenzione sulla percezione sensoriale e sul come ampliarla per essere presenti in modo pieno e consapevole. Lavoreremo ad occhi chiusi facendoci guidare dal tocco leggero per riscoprire la sorgente del nostro movimento. Ci faremo accompagnare in una esperienza che dal corpo ci conduce alla mente in una esplorazione immaginifica, un viaggio interiore, per dare spazio al nostro sentire e liberare la creatività nel qui ed ora dell’attimo presente.
Barbara Lucarini, danzatrice, danza terapeuta, psicoterapeuta, insegna danza contemporanea (release technique) e contact improvisation da circa 30 anni in contesti nazionali e internazionali. Ha insegnato molti anni stabilmente a Roma in diverse scuole tra cui lo IALS, il Duncan e l ‘Officina dell’arte. Ha collaborato per circa 10 anni come danza terapeuta con il centro italiano solidarietà contro le dipendenze (CEIS) e con il Centro di medicina solidale di Roma. Attualmente svolge l’attività di psicoterapeuta e conduce laboratori di movimento creativo, movimento autentico e contact improvisation.
Luogo
Castello di Salemi
Ora
3 agosto 2026 17:00
mar04agosto21:30LUCIANA DI BELLA MASSIMILIANO PACELullabyTempio21:30
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musiche di G. Puccini, A, Lennox, G. Gershwin, J. Brahms, M. Pace, L. Di Bella, C. Santoro, A. Dvorák, R. Smith, The Beatles, Billy Joel
Luciana Di Bella voce
Massimiliano Pace pianoforte
Evva Mizerska, Antonino Saladino Giorgio Garofalo, Mauro Greco violoncelli
costumi Dora Argento
fonica Paolo Modugno
durata 80’
Lullaby non è solo un album e un concerto, ma è soprattutto un luogo, un rifugio, una bolla spazio-temporale, un altrove dove verrete accolti attraverso un viaggio emotivo senza precedenti. È un approfondito lavoro di ricerca sul concetto di ninna nanna. Il notturno onirico come un “luogo di abbandono”, un luogo in cui tutti i conflitti interiori e le discordie quotidiane vengono sospesi lasciando spazio ad immagini e suggestioni profonde. Un abbraccio musicale ed emotivo in cui il bambino interiore in ognuno di noi viene risvegliato dalla voce poliedrica di Luciana Di Bella. Lullaby è anche un momento di riflessione sugli abissi inesplorati del sogno. È una carezza senza età, senza genere e senza legami di relazione. Lo stile musicale di Lullaby è trasversale, un viaggio che attraversa ninna nanne dalla lirica al rock, tra brani noti e composizioni originali di Massimiliano Pace e della stessa Luciana Di Bella. Questo approccio unico e innovativo garantisce un’esperienza musicale coinvolgente e sorprendente per un pubblico di tutte le età. Il sodalizio artistico tra Luciana Di Bella e Massimiliano Pace è un’unione creativa definita dalla critica come un ‘connubio perfetto’ tra il mondo lirico e la sperimentazione contemporanea.
Luciana Di Bella, soprano dal timbro luminoso, diplomatasi con il massimo dei voti al Conservatorio di Trapani. Vincitrice di numerosi concorsi internazionali, ha debuttato giovanissima con un album distribuito da Sony. Apprezzata per l’eclettismo, spazia dal repertorio barocco alla musica contemporanea e sacra. Ha riscosso successi su palchi prestigiosi, da Londra a Los Angeles, collaborando con rinomate orchestre. Artista versatile premiata per l’eccellenza vocale e interpretativa.
Massimiliano Pace, pianista e compositore, è uno dei principali autori italiani di musiche di scena per il teatro contemporaneo. Ha firmato le colonne sonore di celebri allestimenti come Aspettando Godot e Moby Dick. Tra i suoi successi recenti spiccano le musiche per Indovina chi viene a cena (2025) e il progetto Lullaby. Specializzato nel dialogo tra musica e immagine, integra pianoforte e tecnologie digitali in opere di teatro-danza e prosa. Firma d’eccellenza per la sonorizzazione dei palcoscenici nazionali.
Tempio
Luogo
Tempio
Ora
4 agosto 2026 21:30
mer05agosto20:00U-THEATRE (Taiwan)Sword of WisdomTeatro Antico20:00
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ideazione, direzione e regia Liu Ruo-Yu
con
Huang Chih-Chun, Huang Kun-Min, Su Yu-Xuan, Chang Ya-Lun, Ou Kui-Lan, Liu Ping-Tsen, Liu Shu-Chih, Kan Po-Chu, Hsu Ching-Fang, Lin Ching-Sheng, Ting Yong-Ning, Chen Hsin-Yuan, Huang Yu-Ting, Chou Chun-Tsung , Ou Hua-Yung
direttore artistico Huang Chih-Chun
scenografia e light design Lin Keh-Hua
costumi Tim Yip
mask design Chang Wang
direttrice programmazione e produzione Lee Lulu
direttore di produzione Lai Johnathan
stage manager Liao Dun-Gen
fonico Lin Ting-Kai
produzione U-Theatre
durata 70’
Il guerriero di Sword of Wisdom non combatte un nemico esterno. La sua battaglia è interiore: riguarda l’ignoranza, la confusione, l’illusione. La spada della saggezza, evocata dal titolo, non è un’arma tradizionale, ma un bastone che cambia funzione e significato nel corso dello spettacolo: diventa strumento di ricerca, di difesa, di rivelazione. È al tempo stesso oggetto fisico e simbolo, guida il movimento e scandisce il ritmo.
Sword of Wisdom è uno spettacolo di percussioni e arti performative che mette in scena il percorso di un guerriero alle prese con le proprie paure, i propri limiti e la necessità di attraversarli. Creato da U-Theatre, storica compagnia taiwanese, lo spettacolo unisce drumming, arti marziali, danza e movimento rituale in una forma scenica potente e rigorosa.
Lo spettacolo è articolato in sei quadri, che seguono le tappe di questo cammino. Dalla discesa nel mondo umano alla presa di coscienza, dall’attraversamento del conflitto al ruggito che scuote e risveglia, fino al gesto finale in cui il guerriero depone la spada. Ogni quadro sviluppa una diversa relazione tra corpo e suono: il tamburo non accompagna l’azione, ma la genera; il movimento non illustra la musica, ma ne è parte integrante.
Le arti marziali forniscono la struttura dei gesti: colpi, affondi, rotazioni e posture sono eseguiti con una precisione estrema, frutto di anni di allenamento. Il drumming costruisce un paesaggio sonoro che alterna silenzi tesi e esplosioni ritmiche, creando una continua oscillazione tra immobilità e potenza. Il corpo del performer diventa così luogo di concentrazione assoluta, dove forza e controllo convivono.
Pur radicato in un immaginario orientale, Sword of Wisdom parla in modo diretto anche a un pubblico occidentale. Il viaggio del guerriero, la lotta contro la paura, il confronto con la propria fragilità sono temi universali, tradotti qui in una forma scenica essenziale, fisica, maestosa. Lo spettacolo non racconta una storia nel senso tradizionale, ma costruisce un’esperienza che si impone per chiarezza, rigore e intensità.
Fondata nel 1988 a Taiwan da Liu Ruo-Yu, U-Theatre è una delle più importanti compagnie di arti performative dell’Asia, riconosciuta a livello internazionale per la forza visiva e la profondità spirituale delle sue creazioni. Il gruppo nasce dall’incontro tra teatro contemporaneo, arti marziali orientali, drumming, meditazione e movimento sacro, sviluppandone tempo un linguaggio scenico originale noto e dei metodi di training di Jerzy Grotowski, rielaborati attraverso pratiche corporee orientali e una rigorosa disciplina quotidiana. Dal 1993, con l’ingresso del percussionista Huang Chih- Chun, la meditazione diventa parte integrante del processo creativo e formativo della compagnia. Le produzioni di U-Theatre sono caratterizzate da una forte consapevolezza corporea, da una musicalità intensa e da una ricerca costante sul rapporto tra arte, presenza e trasformazione interiore. Negli ultimi decenni l’ensemble si è esibito nei più prestigiosi teatri e festival del mondo, affermandosi come punto di riferimento internazionale per una performing art che unisce ritualità, virtuosismo e contemporaneità.
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
5 agosto 2026 20:00
gio06agosto20:00U-THEATRE (Taiwan)Sword of WisdomTeatro Antico20:00
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ideazione, direzione e regia Liu Ruo-Yu
con
Huang Chih-Chun, Huang Kun-Min, Su Yu-Xuan, Chang Ya-Lun, Ou Kui-Lan, Liu Ping-Tsen, Liu Shu-Chih, Kan Po-Chu, Hsu Ching-Fang, Lin Ching-Sheng, Ting Yong-Ning, Chen Hsin-Yuan, Huang Yu-Ting, Chou Chun-Tsung , Ou Hua-Yung
direttore artistico Huang Chih-Chun
scenografia e light design Lin Keh-Hua
costumi Tim Yip
mask design Chang Wang
direttrice programmazione e produzione Lee Lulu
direttore di produzione Lai Johnathan
stage manager Liao Dun-Gen
fonico Lin Ting-Kai
produzione U-Theatre
durata 70’
Il guerriero di Sword of Wisdom non combatte un nemico esterno. La sua battaglia è interiore: riguarda l’ignoranza, la confusione, l’illusione. La spada della saggezza, evocata dal titolo, non è un’arma tradizionale, ma un bastone che cambia funzione e significato nel corso dello spettacolo: diventa strumento di ricerca, di difesa, di rivelazione. È al tempo stesso oggetto fisico e simbolo, guida il movimento e scandisce il ritmo.
Sword of Wisdom è uno spettacolo di percussioni e arti performative che mette in scena il percorso di un guerriero alle prese con le proprie paure, i propri limiti e la necessità di attraversarli. Creato da U-Theatre, storica compagnia taiwanese, lo spettacolo unisce drumming, arti marziali, danza e movimento rituale in una forma scenica potente e rigorosa.
Lo spettacolo è articolato in sei quadri, che seguono le tappe di questo cammino. Dalla discesa nel mondo umano alla presa di coscienza, dall’attraversamento del conflitto al ruggito che scuote e risveglia, fino al gesto finale in cui il guerriero depone la spada. Ogni quadro sviluppa una diversa relazione tra corpo e suono: il tamburo non accompagna l’azione, ma la genera; il movimento non illustra la musica, ma ne è parte integrante.
Le arti marziali forniscono la struttura dei gesti: colpi, affondi, rotazioni e posture sono eseguiti con una precisione estrema, frutto di anni di allenamento. Il drumming costruisce un paesaggio sonoro che alterna silenzi tesi e esplosioni ritmiche, creando una continua oscillazione tra immobilità e potenza. Il corpo del performer diventa così luogo di concentrazione assoluta, dove forza e controllo convivono.
Pur radicato in un immaginario orientale, Sword of Wisdom parla in modo diretto anche a un pubblico occidentale. Il viaggio del guerriero, la lotta contro la paura, il confronto con la propria fragilità sono temi universali, tradotti qui in una forma scenica essenziale, fisica, maestosa. Lo spettacolo non racconta una storia nel senso tradizionale, ma costruisce un’esperienza che si impone per chiarezza, rigore e intensità.
Fondata nel 1988 a Taiwan da Liu Ruo-Yu, U-Theatre è una delle più importanti compagnie di arti performative dell’Asia, riconosciuta a livello internazionale per la forza visiva e la profondità spirituale delle sue creazioni. Il gruppo nasce dall’incontro tra teatro contemporaneo, arti marziali orientali, drumming, meditazione e movimento sacro, sviluppandone tempo un linguaggio scenico originale noto e dei metodi di training di Jerzy Grotowski, rielaborati attraverso pratiche corporee orientali e una rigorosa disciplina quotidiana. Dal 1993, con l’ingresso del percussionista Huang Chih- Chun, la meditazione diventa parte integrante del processo creativo e formativo della compagnia. Le produzioni di U-Theatre sono caratterizzate da una forte consapevolezza corporea, da una musicalità intensa e da una ricerca costante sul rapporto tra arte, presenza e trasformazione interiore. Negli ultimi decenni l’ensemble si è esibito nei più prestigiosi teatri e festival del mondo, affermandosi come punto di riferimento internazionale per una performing art che unisce ritualità, virtuosismo e contemporaneità.
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
6 agosto 2026 20:00
ven07agosto21:30TARAB DANCEAfro Anatolian TalesPrima NazionaleTempio21:30
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con
Burak Savaş (Turkey) vocals, tanbur, violin
Antonio Moreno Glazkov (Spain-Russia) trumpet, synthesizer
Bence Huszar (Hungary) cello, electronics
Sjahin During (Turkey-Netherlands) percussion
durata 80’
Afro Anatolian Tales è un progetto musicale che intreccia antiche canzoni e ritmi della Via della Seta con suoni contemporanei, creando un ponte sonoro tra Oriente e Occidente. Un viaggio ipnotico in cui la tradizione si trasforma in innovazione senza tempo. Fondato dal percussionista olandese-turco Sjahin During, il progetto ha base ad Amsterdam e si esprime attraverso un quartetto principale e formazioni in continua evoluzione. Il debutto discografico Afro Anatolian Tales (Double Moon Records, 2008) ha ottenuto ampio riconoscimento internazionale, ricevendo una recensione a 5 stelle su Songlines Magazine ed entrando nella Top 5 di Charlie Gillett (BBC). Traendo ispirazione dalle tradizioni musicali dell’Anatolia, dell’Iran, dell’India e di altre culture della Via della Seta, Afro Anatolian Tales fonde elementi ritmici e melodici antichi con elettronica contemporanea e improvvisazione. La loro musica trascende i confini di genere, dando vita a paesaggi sonori immersivi e cinematografici. Le performance nascono dal dialogo tra luogo, momento e persone coinvolte, rendendo ogni concerto un’esperienza unica e irripetibile. Tarab Dance rappresenta la terza produzione del progetto e sarà accompagnata da un tour internazionale nel 2026.
Tempio
Luogo
Tempio
Ora
7 agosto 2026 21:30
sab08agosto19:30MANUELA KUSTERMANN ROBERTO LATINIAntigone di Jean AnouilhTeatro Antico19:30
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regia Roberto Latini
traduzione Andrea Rodighiero
con Silvia Battaglio, Ilaria Drago, Manuela Kustermann, Roberto Latini, Francesca Mazza
scene Gregorio Zurla
costumi Gianluca Sbicca
musica e suono Gianluca Misiti
luci e direzione tecnica Max Mugnai
in collaborazione con Bàste Sartoria
produzione La Fabbrica dell’Attore teatro Vascello – Teatro di Roma teatro Nazionale
durata 100’
Antigone è nel destino del Teatro di ogni tempo. È uno dei modelli archetipici che ci accompagnano a prescindere dalla nostra storia, cultura, religione, visione. È filosofia scesa intorno a noi, che ci cammina accanto, che ci chiede, che ci ascolta. È una delle prove del nostro essere umani, una di quelle poche che abbiamo scelto di portarci attraverso i secoli, per affermarci e riconoscerci. Per consolarci, promettendo a noi stessi di averne cura. L’abbiamo evocata, immaginata, misurata al nostro poco. L’abbiamo trattenuta, pregata, liberata nel cuore. L’abbiamo raccontata, ogni volta che abbiamo potuto. L’abbiamo riscritta con le parole nuove che abbiamo imparato vivendo, morendo nel quotidiano fallire, sapendo che ogni variazione è già Teatro. Le parole sono in movimento, avanti e indietro e intorno al punto di percezione di quando siamo spettatori. Il dono che portiamo è una promessa e quella di Anouilh è un’Antigone che ci parla da così vicino che quasi quasi potremmo abbracciarla. La sentiamo dire di noi in tutte le lingue, e capiamo tutto, ogni sfumatura, silenzio, respiro. Di Antigone, Anouilh, non ha riscritto le parole, ha scritto la voce. Antigone o della disputa della ragione, delle ragioni. Penso a questo testo come a un soliloquio a più voci. Una confessione intima e segreta, nella verità vera, scomoda, incapace, parziale, che ci dice che la nostalgia del vivere è precedente a tutti noi, perché sappiamo da sempre che quel corpo insepolto siamo noi mentre siamo ancora vivi. Anche per questo, ho distribuito i ruoli in due modalità diverse e complementari. Alcuni personaggi corrispondono a se stessi, altri al proprio riflesso. Antigone e Creonte, come di fronte a uno specchio: chi è Antigone è il riflesso di Creonte e chi è Creonte è il riflesso di Antigone. A Teatro parliamo sempre di questo: Essere uomini o essere umani.
Roberto Latini
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
8 agosto 2026 19:30
dom09agosto19:30MANUELA KUSTERMANN ROBERTO LATINIAntigone di Jean AnouilhTeatro Antico19:30
---
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Acquista biglietti
regia Roberto Latini
traduzione Andrea Rodighiero
con Silvia Battaglio, Ilaria Drago, Manuela Kustermann, Roberto Latini, Francesca Mazza
scene Gregorio Zurla
costumi Gianluca Sbicca
musica e suono Gianluca Misiti
luci e direzione tecnica Max Mugnai
in collaborazione con Bàste Sartoria
produzione La Fabbrica dell’Attore teatro Vascello – Teatro di Roma teatro Nazionale
durata 100’
Antigone è nel destino del Teatro di ogni tempo. È uno dei modelli archetipici che ci accompagnano a prescindere dalla nostra storia, cultura, religione, visione. È filosofia scesa intorno a noi, che ci cammina accanto, che ci chiede, che ci ascolta. È una delle prove del nostro essere umani, una di quelle poche che abbiamo scelto di portarci attraverso i secoli, per affermarci e riconoscerci. Per consolarci, promettendo a noi stessi di averne cura. L’abbiamo evocata, immaginata, misurata al nostro poco. L’abbiamo trattenuta, pregata, liberata nel cuore. L’abbiamo raccontata, ogni volta che abbiamo potuto. L’abbiamo riscritta con le parole nuove che abbiamo imparato vivendo, morendo nel quotidiano fallire, sapendo che ogni variazione è già Teatro. Le parole sono in movimento, avanti e indietro e intorno al punto di percezione di quando siamo spettatori. Il dono che portiamo è una promessa e quella di Anouilh è un’Antigone che ci parla da così vicino che quasi quasi potremmo abbracciarla. La sentiamo dire di noi in tutte le lingue, e capiamo tutto, ogni sfumatura, silenzio, respiro. Di Antigone, Anouilh, non ha riscritto le parole, ha scritto la voce. Antigone o della disputa della ragione, delle ragioni. Penso a questo testo come a un soliloquio a più voci. Una confessione intima e segreta, nella verità vera, scomoda, incapace, parziale, che ci dice che la nostalgia del vivere è precedente a tutti noi, perché sappiamo da sempre che quel corpo insepolto siamo noi mentre siamo ancora vivi. Anche per questo, ho distribuito i ruoli in due modalità diverse e complementari. Alcuni personaggi corrispondono a se stessi, altri al proprio riflesso. Antigone e Creonte, come di fronte a uno specchio: chi è Antigone è il riflesso di Creonte e chi è Creonte è il riflesso di Antigone. A Teatro parliamo sempre di questo: Essere uomini o essere umani.
Roberto Latini
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
9 agosto 2026 19:30
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laboratorio campane tibetane Si consigliano abiti comodi e larghi e si richiede tappetino personale Il laboratorio è rivolto a un massimo di 20 partecipanti. per iscrizioni: stefanomaltese5@libero.it
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laboratorio campane tibetane
Si consigliano abiti comodi e larghi e si richiede tappetino personale
Il laboratorio è rivolto a un massimo di 20 partecipanti.
per iscrizioni: stefanomaltese5@libero.it
durata 2h e 30’
“Il corpo è per l’anima lo spazio natio e la matrice di ogni spazio esistente” (Merleau-Ponty)
L’ incontro sarà un’esplorazione del corpo in movimento, questo contenitore di sogni, desideri, risorse e buie profondità. Risvegliando il corpo con movimenti che veicolano l’energia vitale, allineandolo con strutture di movimento che riequilibrano il sistema nervoso, creiamo lo spazio per giocare e lasciar fluire nel movimento ciò che è in noi e insieme agli altri. Sperimentiamo l’unione tra il fluire del corpo e la vibrazione profonda. In questa sessione, movimento, suono e vibrazioni si fondono: il tamburo sciamanico che guiderà il movimento del corpo, mentre i gong e le campane tibetane ci aiuteranno a sciogliere le tensioni fisiche e a sintonizzare ogni cellula su una frequenza di profondo rilassamento e armonia interiore.
Alessandra Luberti è danzatrice coreografa, danza-movimento terapeuta, insegnante di Metodo Feldenkrais, insegnante di Gyrokinesis e biosonologa.
Stefano Maltese è operatore in tecniche sonore con strumenti ancestrali gong e campane tibetane. Specializzato in massaggio sonoro vibrazionale individuale con le campane tibetane.
Luogo
Castello di Salemi
Ora
10 agosto 2026 17:00
lun10agosto19:30MANUELA KUSTERMANN ROBERTO LATINIAntigone di Jean AnouilhTeatro Antico19:30
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regia Roberto Latini
traduzione Andrea Rodighiero
con Silvia Battaglio, Ilaria Drago, Manuela Kustermann, Roberto Latini, Francesca Mazza
scene Gregorio Zurla
costumi Gianluca Sbicca
musica e suono Gianluca Misiti
luci e direzione tecnica Max Mugnai
in collaborazione con Bàste Sartoria
produzione La Fabbrica dell’Attore teatro Vascello – Teatro di Roma teatro Nazionale
durata 100’
Antigone è nel destino del Teatro di ogni tempo. È uno dei modelli archetipici che ci accompagnano a prescindere dalla nostra storia, cultura, religione, visione. È filosofia scesa intorno a noi, che ci cammina accanto, che ci chiede, che ci ascolta. È una delle prove del nostro essere umani, una di quelle poche che abbiamo scelto di portarci attraverso i secoli, per affermarci e riconoscerci. Per consolarci, promettendo a noi stessi di averne cura. L’abbiamo evocata, immaginata, misurata al nostro poco. L’abbiamo trattenuta, pregata, liberata nel cuore. L’abbiamo raccontata, ogni volta che abbiamo potuto. L’abbiamo riscritta con le parole nuove che abbiamo imparato vivendo, morendo nel quotidiano fallire, sapendo che ogni variazione è già Teatro. Le parole sono in movimento, avanti e indietro e intorno al punto di percezione di quando siamo spettatori. Il dono che portiamo è una promessa e quella di Anouilh è un’Antigone che ci parla da così vicino che quasi quasi potremmo abbracciarla. La sentiamo dire di noi in tutte le lingue, e capiamo tutto, ogni sfumatura, silenzio, respiro. Di Antigone, Anouilh, non ha riscritto le parole, ha scritto la voce. Antigone o della disputa della ragione, delle ragioni. Penso a questo testo come a un soliloquio a più voci. Una confessione intima e segreta, nella verità vera, scomoda, incapace, parziale, che ci dice che la nostalgia del vivere è precedente a tutti noi, perché sappiamo da sempre che quel corpo insepolto siamo noi mentre siamo ancora vivi. Anche per questo, ho distribuito i ruoli in due modalità diverse e complementari. Alcuni personaggi corrispondono a se stessi, altri al proprio riflesso. Antigone e Creonte, come di fronte a uno specchio: chi è Antigone è il riflesso di Creonte e chi è Creonte è il riflesso di Antigone. A Teatro parliamo sempre di questo: Essere uomini o essere umani.
Roberto Latini
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
10 agosto 2026 19:30
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spettacolo scientifico di narrazione dei miti celesti, proiezioni astronomiche ed estemporanea musicale
Ideazione e regia Marcello Barrale
Voce recitante Marcello Barrale
Musica live electronics Alfredo Giammanco
Logistica, regia tecnica e scenografia Massimo Torcivia
Servizi tecnici Dottor Service
durata 40’
All’interno del Tempio, il pubblico potrà assistere, comodamente seduto, a una lezione teatralizzata accompagnata da musica live electronics, in un’esperienza immersiva che intreccia divulgazione scientifica, narrazione e sound art.
Lo spettacolo, strutturato in chiave storica, prende avvio dalle prime teorie cosmologiche delle civiltà antiche, esplorando l’idea dello spazio, del tempo e della grandezza dell’universo osservabile. Attraverso un racconto progressivo, il viaggio conduce lo spettatore dall’immagine delle stelle fisse delle prime civiltà fino alle più avanzate teorie contemporanee, come il Big Bang, la relatività generale, le ipotesi dei multiversi e delle multidimensioni.
Il percorso attraversa le cosmologie di Assiri, Babilonesi ed Egizi, passando per le grandi rivoluzioni scientifiche che hanno ampliato, nel corso dei secoli, la percezione del cosmo e del nostro posto al suo interno.
La narrazione è accompagnata da immagini spettacolari, animazioni immersive e proiezioni astronomiche, con i corpi celesti proiettati in diretta dal telescopio su maxi schermo, creando un dialogo costante tra parola, suono e visione.
La voce narrante di Marcello Barrale, filosofo della scienza e divulgatore scientifico, e la musica dal vivo di Alfredo Giammanco trasformano lo spazio sacro del Tempio in un luogo di incontro tra arte e scienza, offrendo al pubblico un’esperienza di conoscenza, meraviglia e contemplazione dell’universo.
Tempio
Luogo
Tempio
Ora
10 agosto 2026 21:30
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spettacolo scientifico di narrazione dei miti celesti, proiezioni astronomiche ed estemporanea musicale
Ideazione e regia Marcello Barrale
Voce recitante Marcello Barrale
Musica live electronics Alfredo Giammanco
Logistica, regia tecnica e scenografia Massimo Torcivia
Servizi tecnici Dottor Service
durata 40’
All’interno del Tempio, il pubblico potrà assistere, comodamente seduto, a una lezione teatralizzata accompagnata da musica live electronics, in un’esperienza immersiva che intreccia divulgazione scientifica, narrazione e sound art.
Lo spettacolo, strutturato in chiave storica, prende avvio dalle prime teorie cosmologiche delle civiltà antiche, esplorando l’idea dello spazio, del tempo e della grandezza dell’universo osservabile. Attraverso un racconto progressivo, il viaggio conduce lo spettatore dall’immagine delle stelle fisse delle prime civiltà fino alle più avanzate teorie contemporanee, come il Big Bang, la relatività generale, le ipotesi dei multiversi e delle multidimensioni.
Il percorso attraversa le cosmologie di Assiri, Babilonesi ed Egizi, passando per le grandi rivoluzioni scientifiche che hanno ampliato, nel corso dei secoli, la percezione del cosmo e del nostro posto al suo interno.
La narrazione è accompagnata da immagini spettacolari, animazioni immersive e proiezioni astronomiche, con i corpi celesti proiettati in diretta dal telescopio su maxi schermo, creando un dialogo costante tra parola, suono e visione.
La voce narrante di Marcello Barrale, filosofo della scienza e divulgatore scientifico, e la musica dal vivo di Alfredo Giammanco trasformano lo spazio sacro del Tempio in un luogo di incontro tra arte e scienza, offrendo al pubblico un’esperienza di conoscenza, meraviglia e contemplazione dell’universo.
Tempio
Luogo
Tempio
Ora
10 agosto 2026 22:30
mar11agosto20:00arcis_collective ROBERTA PISUK.I.ND Of HumanUnder 35Teatro Antico20:00
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direzione artistica e coreografia Roberta Pisu
composizione Leonhard Kuh
musica Arcis Saxophon Quartett
danzatori Alfonso Fernández Sánchez, Fabio Calvisi, Vittoria Franchina, Elisabet Morera Nadal
cura dei costumi Bregje van Balen
sartoria Lucia Zettl
assistente alla coreografia Francesca Poglie
riprese video Florian Leuschner, Georg Stirnweiß
montaggio video Alfonso Fernández Sánchez
fotografia Martin Misere, Georg Stirnweiß, Robert Fischer
produzione arcis_collective, Neustart Kultur, NPN (NATIONALES PERFORMANCE NETZ), BLZT, NEUE START KULTURE, Tanz tendenz München
durata 60’
K.I.nd of Human è una performance con quattro danzatori e quattro musicisti, che esplora il rapporto in continua evoluzione tra l’umanità e l’intelligenza artificiale. Presentata in anteprima nel 2022 a Monaco di Baviera, l’opera indaga l’immenso potenziale dell’IA, affrontandone al contempo i limiti intrinseci, il più evidente dei quali è l’incapacità di sperimentare la mortalità. Con una partitura originale di Leonard Kuhn, composta in collaborazione con l’intelligenza artificiale, la musica si trasforma progressivamente da elettronica ad acustica, riflettendo un viaggio dall’artificiale all’umano. Lo spettacolo si apre con i musicisti che suonano i sassofoni immersi sott’acqua, i loro suoni intrecciati con composizioni elettroniche, a evocare metaforicamente la nascita degli umanoidi. Man mano che il pezzo si sviluppa, sia la musica che il movimento eliminano gradualmente gli strati di artificialità, culminando in un finale completamente acustico che celebra la bellezza effimera dell’esistenza umana. In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale è sempre più integrata nelle nostre vite, K.I.nd of Human solleva domande profonde: cosa ci definisce veramente come esseri umani?
L’opera si concentra su tre qualità fondamentali: fisicità, transitorietà e unicità. Questa produzione non si limita a criticare la tecnologia, ma dialoga con essa, sfidando le paure diffuse riguardo all’ascesa dell’IA e invitando il pubblico a esplorarne le possibilità sconosciute. L’IA può creare arte? L’arte richiede consapevolezza di sé, intenzione e una prospettiva unica, tratti che l’intelligenza artificiale, nonostante i suoi progressi, potrebbe non possedere mai del tutto. Mentre la tecnologia continua a evolversi, i confini tra artificiale e organico restano incerti, spingendoci a chiederci quanto di noi stessi siamo disposti a cedere alla macchina.
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
11 agosto 2026 20:00
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Racconti di miti e leggende del cielo e osservazioni ai telescopi
Osservazioni astronomiche: operatori scientifici del Planetario di Palermo
Marcello Barrale
Massimo Torcivia
durata 40’
Ritorna una grande serata di osservazioni astronomiche nel piazzale del Tempio, con tre postazioni di telescopi professionali che permetteranno al pubblico di osservare direttamente all’oculare ammassi stellari, nebulose e galassie.
Le osservazioni saranno accompagnate e integrate da una narrazione divulgativa dedicata alle costellazioni, ai miti e alle leggende che le attraversano, offrendo un’esperienza che unisce scienza, immaginazione e racconto simbolico.
Si tratta di uno spettacolo partecipativo, in cui il pubblico è coinvolto attivamente durante tutte le fasi del percorso.
Un appuntamento suggestivo che trasforma il piazzale del Tempio in uno spazio di osservazione, ascolto e meraviglia, mettendo in relazione il cielo stellato, il mito e il sapere scientifico.
Al tramonto il cielo si farà protagonista con un evento di straordinario fascino: l’eclissi di sole, un fenomeno raro e potente che invita a rallentare lo sguardo e ad alzarlo verso l’orizzonte.
Quando la luce del giorno inizierà a dissolversi, l’esperienza continuerà con l’osservazione guidata del cielo notturno: stelle cadenti e la Via Lattea si sveleranno in tutta la loro bellezza, offrendo al pubblico un viaggio tra scienza, meraviglia e contemplazione.
Un momento unico in cui natura, astronomia ed emozione si incontrano sotto lo stesso cielo.
Tempio
Luogo
Tempio
Ora
12 agosto 2026 20:30
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Racconti di miti e leggende del cielo e osservazioni ai telescopi
Osservazioni astronomiche: operatori scientifici del Planetario di Palermo
Marcello Barrale
Massimo Torcivia
durata 40’
Ritorna una grande serata di osservazioni astronomiche nel piazzale del Tempio, con tre postazioni di telescopi professionali che permetteranno al pubblico di osservare direttamente all’oculare ammassi stellari, nebulose e galassie.
Le osservazioni saranno accompagnate e integrate da una narrazione divulgativa dedicata alle costellazioni, ai miti e alle leggende che le attraversano, offrendo un’esperienza che unisce scienza, immaginazione e racconto simbolico.
Si tratta di uno spettacolo partecipativo, in cui il pubblico è coinvolto attivamente durante tutte le fasi del percorso.
Un appuntamento suggestivo che trasforma il piazzale del Tempio in uno spazio di osservazione, ascolto e meraviglia, mettendo in relazione il cielo stellato, il mito e il sapere scientifico.
Al tramonto il cielo si farà protagonista con un evento di straordinario fascino: l’eclissi di sole, un fenomeno raro e potente che invita a rallentare lo sguardo e ad alzarlo verso l’orizzonte.
Quando la luce del giorno inizierà a dissolversi, l’esperienza continuerà con l’osservazione guidata del cielo notturno: stelle cadenti e la Via Lattea si sveleranno in tutta la loro bellezza, offrendo al pubblico un viaggio tra scienza, meraviglia e contemplazione.
Un momento unico in cui natura, astronomia ed emozione si incontrano sotto lo stesso cielo.
Tempio
Luogo
Tempio
Ora
12 agosto 2026 21:30
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Racconti di miti e leggende del cielo e osservazioni ai telescopi
Osservazioni astronomiche: operatori scientifici del Planetario di Palermo
Marcello Barrale
Massimo Torcivia
durata 40’
Ritorna una grande serata di osservazioni astronomiche nel piazzale del Tempio, con tre postazioni di telescopi professionali che permetteranno al pubblico di osservare direttamente all’oculare ammassi stellari, nebulose e galassie.
Le osservazioni saranno accompagnate e integrate da una narrazione divulgativa dedicata alle costellazioni, ai miti e alle leggende che le attraversano, offrendo un’esperienza che unisce scienza, immaginazione e racconto simbolico.
Si tratta di uno spettacolo partecipativo, in cui il pubblico è coinvolto attivamente durante tutte le fasi del percorso.
Un appuntamento suggestivo che trasforma il piazzale del Tempio in uno spazio di osservazione, ascolto e meraviglia, mettendo in relazione il cielo stellato, il mito e il sapere scientifico.
Al tramonto il cielo si farà protagonista con un evento di straordinario fascino: l’eclissi di sole, un fenomeno raro e potente che invita a rallentare lo sguardo e ad alzarlo verso l’orizzonte.
Quando la luce del giorno inizierà a dissolversi, l’esperienza continuerà con l’osservazione guidata del cielo notturno: stelle cadenti e la Via Lattea si sveleranno in tutta la loro bellezza, offrendo al pubblico un viaggio tra scienza, meraviglia e contemplazione.
Un momento unico in cui natura, astronomia ed emozione si incontrano sotto lo stesso cielo.
Tempio
Luogo
Tempio
Ora
12 agosto 2026 22:30
ven14agosto21:30Avion TravelOppla’ TourTempio21:30
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Peppe Servillo voce
Peppe D’Argenzio sax
Duilio Galioto piano e tastiere
Ferruccio Spinetti contrabbasso
Mimì Ciaramella batteria
produzione Ponderosa e Bellosguardo Srl
durata 90’
Gli Avion Travel ripercorrono la loro storia con uno sguardo leggero e profondo insieme, riportando in scena brani preziosi e meno frequentati del loro repertorio: canzoni complesse, ambiziose, oggi più che mai amate dal pubblico.
Nata a Caserta nel 1980, la Piccola Orchestra Avion Travel attraversa negli anni rock, pop e new wave, intrecciando musica, teatro e cinema.
Dalla vittoria al Festival di Sanremo 1987 con Sorpassando fino al successo del 2000 con Sentimento, la band costruisce un percorso artistico originale e riconoscibile. Album come Bellosguardo, Opplà e Finalmente Fiori segnano tappe fondamentali della loro storia.
Tra i progetti più significativi: l’opera musicale La guerra vista dalla luna con Fabrizio Bentivoglio, il lavoro con il produttore Arto Lindsay per Cyrano, le colonne sonore e l’album dal vivo Vivo di Canzoni.
Nel 2009 pubblicano L’amico magico, dedicato alle musiche di Nino Rota.
Nel 2017 la scomparsa di Fausto Mesolella segna profondamente il gruppo, che continua però il proprio cammino rinnovandosi.
Oggi gli Avion Travel si presentano con una formazione che unisce storici protagonisti e nuove energie, mantenendo intatta la loro cifra stilistica: canzoni che viaggiano dal cuore alla testa e ritorno.
Tempio
Luogo
Tempio
Ora
14 agosto 2026 21:30
sab15agosto19:30MONI OVADIA MARIO INCUDINELe Supplici di EschiloTeatro Antico19:30
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regia Moni Ovadia e Mario Incudine
musiche Mario Incudine con la collaborazione di Antonio Vasta
scene Gianni Carluccio
costumi Elisa Sav
movimenti coreografici Dario La Ferla
con
Moni Ovadia, Mario Incudine, Federica Luna Vincenti, Paride Benassai, Eugenio Mastrandrea e con Alessandra Salamida, Rita Abele, Aurora Cimino, Federica Gurrieri
e con i musicisti Antonio Vasta, Manfredi Tumminello e Pino Ricosta e Coro delle supplici in collaborazione Tindari Festival
produzione Associazione Spettacolo Cultura APS con Goldenart in collaborazione con INDA, distribuzione nazionale: A.S.C. Production Srl
durata 90’
Dopo il grande successo al Teatro Greco di Siracusa, torna in scena con un nuovo allestimento Le Supplici di Eschilo, firmato da Moni Ovadia e Mario Incudine. Uno spettacolo intenso e visionario che fonde tradizione classica e linguaggi contemporanei, interamente cantato, in siciliano con innesti di greco moderno e arabo.
Considerato dal grecista Oliver Taplin «un capolavoro capace di restituire l’essenza della tragedia greca», lo spettacolo si distingue per la forza del coro – dieci cantanti-danzatrici – e per un cast di grande rilievo, tra cui Federica Luna Vincenti, Eugenio Mastrandrea e Paride Benassai.
Le musiche originali di Mario Incudine attraversano il Mediterraneo, intrecciando sonorità greche, magrebine e siciliane, mentre la regia costruisce una partitura di voci e corpi di potente impatto emotivo.
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
15 agosto 2026 19:30
dom16agosto5:00DARDUSTUrban Impressionism (piano solo)AlbaTeatro Antico5:00
---
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Dardust pianoforte
produzione GoMad Concerti
durata 65’
Dardust, nome d’arte di Dario Faini, è un pianista, produttore e compositore tra i più influenti e premiati del panorama musicale contemporaneo. Nato ad Ascoli Piceno nel 1976, si forma come pianista classico, ma fin dall’inizio dimostra una forte propensione alla sperimentazione e alla contaminazione tra linguaggi diversi.
Artefice di uno stile personale e innovativo, è capace di ridefinire i confini tra musica classica e contemporanea, sviluppando un linguaggio espressivo che supera le definizioni di genere. La sua musica crea atmosfere non convenzionali, muovendosi in un equilibrio raffinato tra pianoforte ed elettronica, tra rigore formale ed emozione viscerale.
Parallelamente, si afferma come uno dei produttori e autori più richiesti del pop italiano, contribuendo al rinnovamento del suono mainstream degli ultimi anni. Il suo tocco è riconoscibile per l’eleganza degli arrangiamenti, la cura del suono e la capacità di valorizzare l’identità artistica di ogni interprete.
Protagonista di numerose edizioni del Festival di Sanremo, ha collezionato premi e vittorie portando sul palco una sensibilità sonora capace di coniugare avanguardia e tradizione.
Oggi Dardust è considerato un ponte tra mondi diversi: tra classica e pop, tra sperimentazione e grande pubblico, tra Italia e scena globale.
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
16 agosto 2026 5:00
dom16agosto19:30MONI OVADIA MARIO INCUDINELe Supplici di EschiloTeatro Antico19:30
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regia Moni Ovadia e Mario Incudine
musiche Mario Incudine con la collaborazione di Antonio Vasta
scene Gianni Carluccio
costumi Elisa Sav
movimenti coreografici Dario La Ferla
con
Moni Ovadia, Mario Incudine, Federica Luna Vincenti, Paride Benassai, Eugenio Mastrandrea e con Alessandra Salamida, Rita Abele, Aurora Cimino, Federica Gurrieri
e con i musicisti Antonio Vasta, Manfredi Tumminello e Pino Ricosta e Coro delle supplici in collaborazione Tindari Festival
produzione Associazione Spettacolo Cultura APS con Goldenart in collaborazione con INDA, distribuzione nazionale: A.S.C. Production Srl
durata 90’
Dopo il grande successo al Teatro Greco di Siracusa, torna in scena con un nuovo allestimento Le Supplici di Eschilo, firmato da Moni Ovadia e Mario Incudine. Uno spettacolo intenso e visionario che fonde tradizione classica e linguaggi contemporanei, interamente cantato, in siciliano con innesti di greco moderno e arabo.
Considerato dal grecista Oliver Taplin «un capolavoro capace di restituire l’essenza della tragedia greca», lo spettacolo si distingue per la forza del coro – dieci cantanti-danzatrici – e per un cast di grande rilievo, tra cui Federica Luna Vincenti, Eugenio Mastrandrea e Paride Benassai.
Le musiche originali di Mario Incudine attraversano il Mediterraneo, intrecciando sonorità greche, magrebine e siciliane, mentre la regia costruisce una partitura di voci e corpi di potente impatto emotivo.
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
16 agosto 2026 19:30
lun17agosto17:00SIMONA LISIDalle cellule al cieloTempio17:00
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laboratorio movimento somatico e anatomia esperienziale Ai partecipanti sarà richiesto di portare con sé un tappetino personale e di indossare abbigliamento comodo/sportivo. Per pre-iscriversi occorrerà inviare una mail
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laboratorio movimento somatico e anatomia esperienziale
Ai partecipanti sarà richiesto di portare con sé un tappetino personale e di indossare abbigliamento comodo/sportivo.
Per pre-iscriversi occorrerà inviare una mail all’indirizzo castadeaproduzioni@gmail.com
durata 2h e mezza
In questo laboratorio faremo esperienza di come la respirazione e la consapevolezza a livello cellulare possano creare un avvio e un sostegno per ogni tipo di movimento. Come lo spazio che si crea a livello di microstrutture possa nutrire una maggiore complessità nella ricerca di autenticità del gesto e nella relazione con lo spazio. Utilizzeremo gli strumenti del Body-mind centering® che porta luce alle strutture anatomiche per portare consapevolezza somatica nei diversi sistemi, facendo un percorso che va dalle profondità delle cellule alla ricerca della verticalità e poi alla dinamica. Arriveremo in luoghi ignoti del nostro corpo che ci suggeriranno traiettorie inaspettate, gestualità inconsuete, un modo pulsante e rigenerante di allenare il nostro essere corporeo, fino a toccare la dimensione spirituale che questa profondità reca con sé.
Simona Lisi, danzatrice, attrice e autrice, ricercatrice indipendente di estetica della danza. Laurea in filosofia, PG Degree in Contemporary Dance London Contemporary Dance School, BMC® Somatic Movement Educator e Practitioner in formazione. Accanto alla sua carriera artistica insegna in istituzioni pubbliche e private danza contemporanea, training attoriale, body-mind centering® e embodyphilosophy una tecnica somatica di sua concezione. Dedica particolare attenzione alla pedagogia, mettendo al centro della sua ricerca il corpo con le sue implicazioni estetiche e relazionali. Ha ideato e cura progetti pedagogici che mettono in relazione il corpo con l’utilizzo delle nuove tecnologie (NTP UNIVPM, EmbodyBits).
Tempio
Luogo
Tempio
Ora
17 agosto 2026 17:00
lun17agosto19:30GABRIELE VACIS E PoEMTrilogia dei VangeliUnder 35Teatro Antico19:30
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regia Gabriele Vacis
scenofonia Roberto Tarasco
con
Davide Antenucci, Andrea Caiazzo, Eleonora Limongi, Pietro Maccabei, Lucia Raffaella Mariani, Eva Meskhi, Erica Nava, Enrica Rebaudo, Edoardo Roti, Kyara Russo, Lorenzo Tombesi, Gabriele Valchera
produzione Teatro Stabile di Torino in collaborazione con PoEM Potenziali Evocati Multimediali e ArtistiAssociati – Centro di Produzione Teatrale Gorizia
durata 75’
Dopo i felici transiti al Segesta Teatro Festival e il tutto esaurito di Prometeo (2023), I Sette a Tebe. Un terribile amore per la guerra (2024), e un’intensa rilettura di Antigone (2025), Gabriele Vacis – tra i registi e drammaturghi più autorevoli della scena contemporanea italiana – torna nel nostro Teatro con la Trilogia dei Vangeli, un percorso teatrale che attraversa parola spiritualità e pensiero, intrecciando tradizione e contemporaneità.
Vangeli è il nuovo capitolo di un viaggio che interroga ciò che queste scritture hanno da offrire, oggi, e come possano risuonare nelle coscienze dei più giovani, nel cuore inquieto del presente. Il mondo che abitiamo oggi pare senza grazia. La verità è messa al bando, non è una virtù, ma una carta da giocare secondo la propria convenienza. Gesù Cristo invece ha fatto di queste due parole il centro del suo messaggio: la parola di Dio è grazia e verità. Dove abitano oggi? In quali luoghi del mondo? Quando noi ne abbiamo fatto e ne facciamo esperienza? Vangeli risponde a queste domande con l’obiettivo di costruire insieme col pubblico un tempo sollevato, sospeso tra grazia e verità: un tempo di consapevolezza.
Gabriele Vacis
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
17 agosto 2026 19:30
mar18agosto5:00Meditazione sul Tempo Consapevolezza dell’attimoAlbaUnder 35Teatro Antico5:00
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da Dino Buzzati a Tchouang Tseu
con
gli attori PoEM e le scenofonie e l’allestimento di Roberto Tarasco
produzione Compagnia A. Artisti associati Soc. Coop
durata 70’
Una riflessione sul tempo a partire dalla novella I sette messaggeri di Dino Buzzati. Il modo con cui Dino Buzzati ha raccontato il mondo e la vita è stato definito «realismo magico». Sotto la sua penna di uomo non credente la realtà appare nel suo lato enigmatico, intrisa di domande e di indizi, abitata da un senso che può essere solo oggetto di racconto. I sette messaggeri è uno dei più bei racconti di Buzzati in cui il viaggio è ancora una volta metafora dell’esistenza e del suo mistero. La vicenda, ambientata in un regno immaginario, narra di un principe che intraprende un viaggio per cercare di raggiungere i confini delle terre del Re, suo padre. Porta con sé sette messaggeri per poter comunicare con i suoi cari, ma, a causa della distanza sempre maggiore, le notizie impiegano sempre più tempo ad arrivare a destinazione. Gabriele Vacis e Roberto Tarasco a partire proprio dal racconto di Buzzati conducono lo spettatore in un viaggio attraverso i miti della letteratura, del cinema e della musica.
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
18 agosto 2026 5:00
mar18agosto19:30GABRIELE VACIS E PoEMTrilogia dei VangeliUnder 35Teatro Antico19:30
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regia Gabriele Vacis
scenofonia Roberto Tarasco
con
Davide Antenucci, Andrea Caiazzo, Eleonora Limongi, Pietro Maccabei, Lucia Raffaella Mariani, Eva Meskhi, Erica Nava, Enrica Rebaudo, Edoardo Roti, Kyara Russo, Lorenzo Tombesi, Gabriele Valchera
produzione Teatro Stabile di Torino in collaborazione con PoEM Potenziali Evocati Multimediali e ArtistiAssociati – Centro di Produzione Teatrale Gorizia
durata 75’
Dopo i felici transiti al Segesta Teatro Festival e il tutto esaurito di Prometeo (2023), I Sette a Tebe. Un terribile amore per la guerra (2024), e un’intensa rilettura di Antigone (2025), Gabriele Vacis – tra i registi e drammaturghi più autorevoli della scena contemporanea italiana – torna nel nostro Teatro con la Trilogia dei Vangeli, un percorso teatrale che attraversa parola spiritualità e pensiero, intrecciando tradizione e contemporaneità.
Vangeli è il nuovo capitolo di un viaggio che interroga ciò che queste scritture hanno da offrire, oggi, e come possano risuonare nelle coscienze dei più giovani, nel cuore inquieto del presente. Il mondo che abitiamo oggi pare senza grazia. La verità è messa al bando, non è una virtù, ma una carta da giocare secondo la propria convenienza. Gesù Cristo invece ha fatto di queste due parole il centro del suo messaggio: la parola di Dio è grazia e verità. Dove abitano oggi? In quali luoghi del mondo? Quando noi ne abbiamo fatto e ne facciamo esperienza? Vangeli risponde a queste domande con l’obiettivo di costruire insieme col pubblico un tempo sollevato, sospeso tra grazia e verità: un tempo di consapevolezza.
Gabriele Vacis
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
18 agosto 2026 19:30
mer19agosto21:30ALESSIO ALESSANDRA BANDCanzoni RaccontatePrima NazionaleTempio21:30
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Alessio Alessandra voce, chitarra
Giuseppe Rizzo chitarre
Gianluigi Cristiano basso
Maurizio Gula percussioni, batteria
Salvatore Nogara pianoforte, basso tuba
Salvatore Vitale fisarmonica
produzione Le Baccanti
durata 90’
Alessio Alessandra, cantautore e artista poliedrico, presenta il suo nuovo progetto Canzoni raccontate, una performance che mescola la forza evocativa della musica con la potenza del teatro, in un formato che si colloca a metà strada tra concerto e performance teatrale. Ispirato al concetto di Teatro Canzone di Giorgio Gaber, lo spettacolo prende vita dalla fusione tra la narrazione musicale e il racconto teatrale, dando spazio a una riflessione profonda sui temi sociali e umani che caratterizzano le sue canzoni. L’elemento centrale di questo progetto è il dialogo diretto con il pubblico, che non è solo spettatore, ma diventa parte attiva di un’esperienza coinvolgente e interattiva.
Canzoni raccontate non è solo un concerto: è un’esperienza emotiva e intellettuale che stimola, provoca e invita alla riflessione. L’approccio teatrale che caratterizza il progetto è un aspetto distintivo dello stile del cantautore siciliano, che unisce la sua passione per la musica e il suo interesse per la narrazione, uno spettacolo, quindi, che non si limita a una semplice successione di canzoni, ma si sviluppa come un racconto in cui la musica funge da veicolo per temi universali e personali. Accanto alle canzoni di Animale Sociale (2018), Alessio Alessandra porta sul palco anche le canzoni scritte e prodotte successivamente, ampliando e arricchendo il progetto con nuove composizioni che esplorano ulteriori dimensioni della sua arte, spaziando da tematiche politiche a riflessioni esistenziali e intime.
Tempio
Luogo
Tempio
Ora
19 agosto 2026 21:30
gio20agosto19:30ZOUKAK COLLECTIVE (LIBANO)Traces of RupturePrima assolutaTeatro Antico19:30
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in collaborazione con Gibellina capitale dell’Arte Contemporanea 2026
ideazione e creazione collettiva Zoukak Collective
regia e interpreti Maya Zbib, Junaid Sarieddeen, Lamia Abi Azar, Omar Abi Azar
responsabile di produzione Mohamad Hamdan
direzione tecnica Antonella Rizk
durata 65’
Per Gibellina, Capitale dell’Arte Contemporanea 2026, il collettivo teatrale Zoukak svilupperà in residenza una nuova performance ispirata alla storia stratificata della città e alle esperienze vissute dai suoi abitanti. Il lavoro nasce da un incontro immersivo con il territorio: il suo silenzio e la sua resilienza, e le sue memorie di distruzione e ricostruzione, dove frammenti storici e testimonianze personali si intrecciano con testi poetici per formare un arazzo di storie in attesa di essere raccontate. Il processo di creazione si sviluppa come un’indagine aperta, plasmata dalla specificità del luogo e delle persone. Attraverso una performance ideata collettivamente, la presenza fisica, la ricerca condivisa e diverse forme di lavoro artistico locale, il progetto esplora come la storia abiti i corpi, gli spazi e le relazioni. Il teatro diventa uno spazio di resistenza e di ri-immaginazione: un atto politico e poetico che mette in discussione le narrazioni dominanti, tracciando al contempo connessioni storiche e affettive attraverso il Mediterraneo.
Zoukak, fondato nel 2006, è un collettivo teatrale con sede in Libano dedicato al teatro come strumento di riflessione, creatività e impegno sociale. Negli ultimi due decenni, Zoukak ha sviluppato pratiche e metodologie distintive radicate nella creazione teatrale collettiva, esplorando processi innovativi che mettono in discussione le gerarchie tradizionali della creazione artistica. Le performance di Zoukak prendono forma attraverso la ricerca, l’improvvisazione e la sperimentazione drammaturgica, confrontandosi con temi quali il potere, la memoria e la marginalizzazione. Il loro lavoro è stato presentato a livello internazionale in spazi e festival tra cui la New York Public Library (New York), il Royal Court Theatre (Londra), la Biennale Arcipelago Mediterraneo (Palermo), il Festival International des Arts de Bordeaux (Bordeaux), Santiago a Mil (Santiago), La MaMa Theatre (New York) e lo Spoleto Festival USA (Charleston), tra gli altri e ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali prestigiosi. Parallelamente, Zoukak sostiene attivamente lo sviluppo artistico locale attraverso residenze, programmi di formazione e il festival Zoukak Sidewalks.
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
20 agosto 2026 19:30
ven21agosto21:30TAMUNA / opening act: NoaUlyssePrima NazionaleTempio21:30
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Riccardo Romano basso
Carlo Di Vita chitarra
Marco Raccuglia voce
Giovanni Parrinello percussioni
produzione The Vito Records S.R.L.S.
durata 90’
I Tamuna, band palermitana tra le più riconosciute e amate in Sicilia e in Italia, tornano a raccontare la propria storia musicale qui al nostro festival. Vincitori di premi prestigiosi come il Premio Fabrizio De André, il Premio Andrea Parodi, il Premio Edison – Change the Music e molti altri riconoscimenti nazionali, i Tamuna portano sul palco un’identità sonora unica, profondamente radicata nella tradizione ma con lo sguardo sempre rivolto oltre i confini. Dopo l’ultimo disco del 2017, la band ha attraversato un periodo di ricerca, sperimentazione e scrittura lontano dai riflettori: un cammino intimo che oggi trova nuova luce con il ritorno in studio per il nuovo e attesissimo album in uscita ad agosto 2026. Il gruppo, presenta musica esclusivamente originale suonata con autenticità e ritmo siciliano, capace di parlare a chiunque, con un linguaggio che usa la lingua siciliana, italiana e inglese, in grado di coinvolgere soprattutto nelle performance sul palco dei loro live. Lo testimoniano i numerosi concerti tenuti a Londra tra il 2014 e il 2018, in cui hanno riscosso un entusiasmo che ha confermato la forza internazionale del loro progetto. Per presentare il nuovo disco, i Tamuna hanno scelto lo spazio sacro del Tempio di Segesta. La serata sarà un viaggio sonoro che intreccia la tradizione popolare siciliana, contaminazioni pop e reggae, richiami gitani e balcanici e l’energia delle ballad british, con un suono che chiamano Woodrock. Ad aprire il concerto, un’artista palermitana in forte ascesa sui social, Noa, capace di dialogare con il pubblico più giovane con linguaggi nuovi e immediati.
A Segesta i Tamuna desiderano celebrare il ritorno alle radici e allo stesso tempo aprire un nuovo capitolo della loro storia musicale, più matura e pregna di sentimento, trasformando il concerto in un evento pensato per emozionare, danzare, ascoltare le parole e sentire l’odore, u ciavuru della nostra amata Sicilia.
Tempio
Luogo
Tempio
Ora
21 agosto 2026 21:30
sab22agosto19:30DARIO BATTAGLIAOreste di EuripideUnder 35Teatro Antico19:30
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adattamento e regia Dario Battaglia
musiche originali Gioacchino Balistreri
scena e costumi Ivan Bieco Varengo
con
Francesca Piccolo, Aurora Cimino, Ivan Graziano, Antonio Bandiera, Alessandro Burzotta, Marcello Gravina, Caterina Fontana
luci Stefano Bardelli
progetto grafico Anita Martorana
produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi
durata 90’
Oreste rientra a pieno titolo all’interno di quel gruppo di rielaborazioni mitologiche elaborate da Euripide: si pensi alle due Ifigenie, all’Elena, alla stessa Elettra. Attraverso queste varianti, il tragediografo ci fornisce delle inedite versioni dei protagonisti con scritture dalle tenui tinte oniriche, grottesche, che aumentano a dismisura l’attrazione e la seduzione che questi testi presentano, anche a duemilacinquecento anni di distanza. Il caso dell’Oreste è emblematico: in quello che potrebbe tranquillamente essere uno script cinematografico, l’azione di svolge cinque giorni dopo l’omicidio commesso da Oreste ai danni della madre Clitennestra. In una dimensione appesa al filo sottile che divide il sonno e la veglia, tutta la prima metà del testo è un alternarsi di visite degli altri personaggi al figlio di Agamennone, e in questo alternarsi di visite familiari – ospedaliere, si dipana una trama politica ed etica ben definita: la città chiede la condanna dei figli fedifraghi, che sperano nell’aiuto dello zio Menelao il quale, invece, mistificando con grande arte retorica le sue preoccupazioni, decide di non agire. Il turning point di questo testo è rappresentato dall’arrivo di Pilade che, con la sua proverbiale determinazione, spingerà i due ad architettare un piano in perfetto stile gangster-movie per fuggire e farla franca. Se è vero, quando si parla di Orestea, che le colpe dei padri ricadono sui figli, è altrettanto vero che anche l’essenza dei padri pervade i figli: Elettra ed Oreste infatti, per salvare la vita, sono disposti a rapire, uccidere, vendicarsi, proprio come fecero i genitori in vita, ciascuno con i suoi propri moventi e con le proprie giustificazioni. Oreste è un testo sul rapporto tra giovinezza e vecchiaia, sui conflitti generazionali. Ma quali azioni sono appannaggio esclusivo dei giovani e a quali responsabilità sono chiamati per discostare il loro destino da quanto deciso dal fato? Dove sta la Giustizia? Che ruolo gioca? A che prezzo si può raggiungere?
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
22 agosto 2026 19:30
dom23agosto19:30DARIO BATTAGLIAOreste di EuripideUnder 35Teatro Antico19:30
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adattamento e regia Dario Battaglia
musiche originali Gioacchino Balistreri
scena e costumi Ivan Bieco Varengo
con
Francesca Piccolo, Aurora Cimino, Ivan Graziano, Antonio Bandiera, Alessandro Burzotta, Marcello Gravina, Caterina Fontana
luci Stefano Bardelli
progetto grafico Anita Martorana
produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi
durata 90’
Oreste rientra a pieno titolo all’interno di quel gruppo di rielaborazioni mitologiche elaborate da Euripide: si pensi alle due Ifigenie, all’Elena, alla stessa Elettra. Attraverso queste varianti, il tragediografo ci fornisce delle inedite versioni dei protagonisti con scritture dalle tenui tinte oniriche, grottesche, che aumentano a dismisura l’attrazione e la seduzione che questi testi presentano, anche a duemilacinquecento anni di distanza. Il caso dell’Oreste è emblematico: in quello che potrebbe tranquillamente essere uno script cinematografico, l’azione di svolge cinque giorni dopo l’omicidio commesso da Oreste ai danni della madre Clitennestra. In una dimensione appesa al filo sottile che divide il sonno e la veglia, tutta la prima metà del testo è un alternarsi di visite degli altri personaggi al figlio di Agamennone, e in questo alternarsi di visite familiari – ospedaliere, si dipana una trama politica ed etica ben definita: la città chiede la condanna dei figli fedifraghi, che sperano nell’aiuto dello zio Menelao il quale, invece, mistificando con grande arte retorica le sue preoccupazioni, decide di non agire. Il turning point di questo testo è rappresentato dall’arrivo di Pilade che, con la sua proverbiale determinazione, spingerà i due ad architettare un piano in perfetto stile gangster-movie per fuggire e farla franca. Se è vero, quando si parla di Orestea, che le colpe dei padri ricadono sui figli, è altrettanto vero che anche l’essenza dei padri pervade i figli: Elettra ed Oreste infatti, per salvare la vita, sono disposti a rapire, uccidere, vendicarsi, proprio come fecero i genitori in vita, ciascuno con i suoi propri moventi e con le proprie giustificazioni. Oreste è un testo sul rapporto tra giovinezza e vecchiaia, sui conflitti generazionali. Ma quali azioni sono appannaggio esclusivo dei giovani e a quali responsabilità sono chiamati per discostare il loro destino da quanto deciso dal fato? Dove sta la Giustizia? Che ruolo gioca? A che prezzo si può raggiungere?
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
23 agosto 2026 19:30
lun24agosto17:00Centro di Cultura RishiLo Yoga della Cultura dei RishiCastello di Salemi17:00
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Il laboratorio sarà tenuto da due persone, istruttori di Yoga del Centro di Cultura Rishi. Ai partecipanti sarà richiesto di portare con sé un tappetino personale e di indossare
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Il laboratorio sarà tenuto da due persone, istruttori di Yoga del Centro di Cultura Rishi.
Ai partecipanti sarà richiesto di portare con sé un tappetino personale e di indossare abbigliamento comodo/sportivo.
Per pre-iscriversi occorrerà inviare un messaggio whatsapp al numero 3387169008 o una mail all’indirizzo rishi@centroculturarishi.it
durata 3h e mezza
Il laboratorio propone un’esperienza immersiva nello Yoga secondo la tradizione della “Cultura dei Rishi”, così come trasmessa dal Maestro YogiRaj Aruna Nath Giri.
In un’unica sessione della durata di circa tre ore e mezza verranno integrate asana (posture tradizionali), pranayama, meditazione, rilassamento e mantra, componendo un percorso unitario che attraversa i principali aspetti dello Yoga. La pratica proposta sarà
volta all’armonizzazione di corpo, energia e mente, con particolare attenzione al ruolo centrale della respirazione e al processo di integrazione tra dimensione fisica ed energetica.
Il laboratorio, aperto a tutti, anche a chi non si è mai accostato allo Yoga, non propone una frammentazione tecnica, ma un’esperienza organica e coerente, orientata alla presenza e alla consapevolezza. In un tempo in cui lo Yoga rischia di ridursi a tendenza o ginnastica, l’incontro si configura come un ritorno alla dimensione originaria di questo insegnamento: un cammino di trasformazione interiore.
Il Centro di Cultura Rishi è un’associazione culturale senza scopo di lucro attiva dal 1982. Si trova in via Salvatore Bono, a Palermo. Da oltre quarant’anni si dedica alla diffusione dello Yoga nella sua forma più autentica e tradizionale, radicata nell’insegnamento dello Swami Gitananda Giri, tra i più significativi Maestri del Novecento, trasmessaci attraverso il suo discepolo, il Maestro YogiRaj Aruna Nath Giri. Il Centro opera come luogo di studio e pratica della Cultura dei Rishi, mantenendone vivo l’approccio integrale e filosofico.
Luogo
Castello di Salemi
Ora
24 agosto 2026 17:00
mer26agosto21:30«NEW FOLK» ENSEMBLERosa, la voix d’un peuplePrima NazionaleTempio21:30
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Un «Hörspiel» per Rosa Balistreri, scritto e composto da Nicolò Terrasi
Serena Ganci voce, pianoforte, sintetizzatore, tamburo
Nicolò Terrasi chitarre, voce
Laurent Charles saxofono soprano e tenore
Bastien Boni contrabasso, realizzazione video
Maria Hellberg creazione luci, regia tecnica
Marie Lelardoux voce registrata (francese), sguardo e ascolto « dal di fuori »
Geno Lechner voce registrata (tedesco), fotografia, video
Con la partcipazione di Laura Mollica, Felice Liotti, Manu Théron, Francesco Giunta, Salvo D’Addeo voci registrate
produzione Compagnia RISONANZE
con il sostegno di città di Marsiglia (FR), Région-SUD (FR), DRAC – Paca (FR), Kultur Ensemble – Istituto Francese / Goethe Institut Palermo, Gmem – Centre national de création musicale (Marseille), Curva Minore (Palermo), PIC-Télémaque (Marseille), Théâtre de la Mer (Marseille).
durata 65’
Rosa, la voix d’un peuple ripercorre la vita intensa di Rosa Balistreri, figura intramontabile del canto popolare siciliano.
Attraverso un «hörspiel» sensibile che mescola musica dal vivo, voci registrate e creazione sonora immersiva, Nicolò Terrasi e l’ensemble New Folk fanno risuonare la forza, la rivolta e la tenerezza che
abitavano questa artista fuori dal comune.
Più che un ritratto, lo spettacolo rivela una donna la cui voce è stata al tempo stesso l’arma e l’anima di una comunità. Le musiche di creazione contemporanea dialogano con la tradizione popolare, tessendo un ponte tra passato e presente, tra memoria individuale e storia collettiva.
Rosa la voix d’un peuple propone un’esperienza di ascolto singolare, al confine tra concerto, teatro sonoro e racconto musicale. Un progetto che fa risuonare, al di là del tempo e dei confini, il messaggio di una donna che ha cantato per sopravvivere, per amare e per dire al mondo che nessuna dignità è negoziabile.
Tempio
Luogo
Tempio
Ora
26 agosto 2026 21:30
gio27agosto20:00KATAKLÒ ATHLETIC DANCE THEATRESeasons oltre le StagioniTeatro Antico20:00
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Ideazione e direzione artistica Giulia Staccioli
assistente alle coreografie Irene Saltarelli
Ideazione e direzione artistica Giulia Staccioli
assistente alle coreografie Irene Saltarelli
costumi Maria Sole Montironi Lasca
disegno luci Fabio Passerini
musiche Antonio Vivaldi/ Max Richter
editing audio Giulia Staccioli
durata 65’
In attesa della nuova produzione che celebrerà il 30° anniversario della compagnia nel 2026, Giulia Staccioli, anima creativa e visionaria della compagnia Kataklò Athletic Dance Theatre ci regala un assaggio della sua inesauribile maestria con Seasons – oltre le stagioni. Sotto la sua guida artistica, Seasons nasce come uno spettacolo ambizioso, concepito nel 2024 su richiesta dei maestri Gianna Fratta e Dino De Palma. Dopo lo splendido debutto al Teatro Antico di Taormina e al Teatro Greco di Siracusa con orchestra dal vivo, il progetto ha intrapreso un’evoluzione sorprendente, trasformandosi in un’opera adattabile a spazi non convenzionali. Questo processo creativo ha arricchito la produzione di nuove sfumature e significati, culminando in Seasons – Oltre le Stagioni. Il cuore pulsante dell’opera è la sua visione innovativa. La capacità di combinare tradizione e modernità trova espressione nei celebri concerti per violino di Vivaldi, riarrangiati dal compositore contemporaneo Max Richter. Le armonie di Richter, che mescolano sonorità classiche e moderne, si intrecciano con i suoni evocativi della natura per creare un’atmosfera unica. Su questa tela sonora, viene dipinto un racconto visivo che esalta la potenza espressiva dei sei danzatori Kataklò. I corpi dei danzatori si trasformano in simboli della natura: messi dorate, foglie che danzano, rami che si intrecciano. Ogni movimento racconta la connessione profonda tra l’essere umano e l’ambiente, una tematica che viene esplorata con una sensibilità unica e profonda. La visione di Staccioli si estende anche alla scenografia, essenziale ma evocativa, e alla scelta accurata di luci e colori, che immergono lo spettatore in un paesaggio in continua evoluzione. Ogni dettaglio riflette il desiderio di creare un’opera che trascenda il tempo e lo spazio. “Seasons – Oltre le Stagioni è un’esplorazione dei cicli della vita, un’ode alla bellezza della natura e alla complessità dell’essere umano”, afferma la direttrice artistica, descrivendo un’opera che non si limita a intrattenere ma invita a riflettere sulla nostra connessione con il mondo naturale e con noi stessi. In un unico atto di 65 minuti, lo spettacolo incarna il linguaggio coreografico innovativo Kataklò che fonde atletismo, tecnica e poesia visiva.
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
27 agosto 2026 20:00
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con
Maddalena Crippa, Sergio Basile, Emilia Scatigno, Alessandro Sampaoli
regia e progetto scenico Gianluigi Fogacci
costumi Martina Mango
luci Pietro Sperduti
produzione Teatro Menotti Milano
durata 75’
Una riscrittura potente e poetica di Fabrizio Sinisi, uno dei più importanti e rappresentati drammaturghi italiani, dell’Agamennone di Eschilo. Una riflessione profonda sul rapporto fra potere e relazioni umane, un passato tragico e doloroso che si riverbera in un presente pieno di incognite, in cui il vincitore di un conflitto decennale appare come un uomo sconfitto e schiacciato dai rimorsi, che trova solo nei ricordi la forza di portare avanti la propria esistenza. Una regina che abita il palazzo del potere ma che si sente inadeguata al ruolo del comando, e che nell’attesa del ritorno del suo re trascina la sua vita nel vizio e nella decadenza, cercando di placare un dolore antico. L’incontro, tanto atteso fra queste due entità terribili e disperata non sarà privo di momenti di grande amore e intimità ma sempre pervasi da un presagio tragico, e che culminerà in un definitivo regolamento di conti. Una ragazza che non riesce a reggere il suo talento di profetessa e che cercherà invano di invertire le onde del destino che presagisce con troppa lucidità. Il tutto sullo sfondo di una città sfinita da una guerra che sembra eterna e che ha perso la sua guida morale e i valori su cui è stata fondata e grazie ai quali ha prosperato. I richiami alla contemporaneità, pur non essendo espliciti son fin troppo riconoscibili, soprattutto alla luce dei recentissimi avvenimenti storici. In questa frammentazione del mito e sgretolamento della classicità la figura del coro si riduce a un personaggio che interviene nell’azione più che commentarla e che non si sottrae alla sua parte di responsabilità nell’epilogo che, pur essendo già scritto sorprende per violenza e drammaticità.
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
29 agosto 2026 21:00
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con
Maddalena Crippa, Sergio Basile, Emilia Scatigno, Alessandro Sampaoli
regia e progetto scenico Gianluigi Fogacci
costumi Martina Mango
luci Pietro Sperduti
produzione Teatro Menotti Milano
durata 75’
Una riscrittura potente e poetica di Fabrizio Sinisi, uno dei più importanti e rappresentati drammaturghi italiani, dell’Agamennone di Eschilo. Una riflessione profonda sul rapporto fra potere e relazioni umane, un passato tragico e doloroso che si riverbera in un presente pieno di incognite, in cui il vincitore di un conflitto decennale appare come un uomo sconfitto e schiacciato dai rimorsi, che trova solo nei ricordi la forza di portare avanti la propria esistenza. Una regina che abita il palazzo del potere ma che si sente inadeguata al ruolo del comando, e che nell’attesa del ritorno del suo re trascina la sua vita nel vizio e nella decadenza, cercando di placare un dolore antico. L’incontro, tanto atteso fra queste due entità terribili e disperata non sarà privo di momenti di grande amore e intimità ma sempre pervasi da un presagio tragico, e che culminerà in un definitivo regolamento di conti. Una ragazza che non riesce a reggere il suo talento di profetessa e che cercherà invano di invertire le onde del destino che presagisce con troppa lucidità. Il tutto sullo sfondo di una città sfinita da una guerra che sembra eterna e che ha perso la sua guida morale e i valori su cui è stata fondata e grazie ai quali ha prosperato. I richiami alla contemporaneità, pur non essendo espliciti son fin troppo riconoscibili, soprattutto alla luce dei recentissimi avvenimenti storici. In questa frammentazione del mito e sgretolamento della classicità la figura del coro si riduce a un personaggio che interviene nell’azione più che commentarla e che non si sottrae alla sua parte di responsabilità nell’epilogo che, pur essendo già scritto sorprende per violenza e drammaticità.
Teatro Antico
Luogo
Teatro Antico
Ora
30 agosto 2026 21:00
settembre
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Con i Giovani del Progetto “Archeologia Solidale” (Centro RhaM – Università di Ginevra) Il Parco Archeologico di Segesta e l’Università di Ginevra collaborano da anni al “Progetto Archeologia
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Con i Giovani del Progetto “Archeologia Solidale” (Centro RhaM – Università di Ginevra)
Il Parco Archeologico di Segesta e l’Università di Ginevra collaborano da anni al “Progetto Archeologia Solidale” che permette di inserire giovani rifugiati richiedenti asilo da paesi in guerra come la Siria, il Pakistan e il Rwuanda negli scavi archeologici condotti nell’area del Parco.
L’evento «Concerto solidale:» : una serata di danza, musica e canti dal mondo” permetterà di ascoltare alcuni giovani orfani ormai diventati dei veri artisti grazie al sostegno della Fondazione Jonas, che ormai da più decenni offre un’opportunità di vita a centinaia di piccoli orfani in diverse località del mondo. I centri finanziati dalla Fondazione Jonas si occupano di offrire ai piccoli una formazione e un’opportunità di vita protetta.
Il concerto è stato concepito nel quadro di una nuova collaborazione tra il Parco Archeologico di Segesta, la Fondazione Jonas e l’Istituto per la Ricerca nel Mediterraneo di Ginevra (RhAM-Genève).
Ingresso libero su prenotazione: segreteria@segestateatrofestival.com
Durata: 90′
Tempio
Luogo
Tempio
Ora
12 settembre 2026 20:00



