Parole antiche per pensieri nuovi: ecco come potremmo riassumere l’identità delle proposte del Segesta Teatro Festival che torna con il suo programma ricco di eventi dedicati alla recitazione, alla musica ed alla danza.

La Sicilia delle aree archeologiche e degli spettacoli dal vivo va in scena per mostrare i

suoi valori culturali più alti presentando nuove esperienze a confronto.

L’arte, nel rispetto della memoria, ha il compito di leggere il futuro in un percorso di rimando che dalla storia ci conduca al quotidiano. Una funzione nuova che deve aiutare tutti ad una comprensione di epoche e saperi trascorsi. Un contributo importante alle riflessioni su una possibile “archeologia del futuro” che non trascuri mai il paesaggio che deve rimanere protagonista con materiali e forme riferiti agli elementi primari. Il risultato da raggiungere è la costruzione di nuove identità che siano la sommatoria di infinite parti del nostro sentire i rapporti con la storia. Contaminazioni e sedimenti che marcheranno il trascorrere del tempo, rievocando l’immagine di accumuli preziosi.

Per riuscire in questa impresa servono coraggio, sacrificio, dedizione ed attenzione rivolti

al significato evocativo dei luoghi. Un lavoro difficile, non certo formale ma sostanziale, rispettoso di ricerche ed approfondimenti che desiderano aggiungere tasselli nuovi alla scoperta dei siti e della vita che scorreva nei secoli lasciando tracce indelebili.

Il nostro cammino deve essere condiviso con il territorio e le comunità che avvolgono il Parco con la voglia di recuperare l’amore per il teatro che i Greci ci avevano insegnato e farlo diventare fonte di interesse e volano per l’economia.

Mario La Rocca

Dirigente Generale del Dipartimento dei Beni Culturali e Identità Siciliana