
La Grecia antica, la terra tra oriente e occidente in cui vissero Omero e Socrate, Saffo e Platone, Sofocle e Epicuro, è la terra interiore da cui siamo venuti noi contemporanei e che ha generato, anche fuori dal suo perimetro nazionale, opere magnifiche e lasciato testimonianze cariche di valori e fra queste i monumenti di Segesta.
Loro, i maestri dell’occidente, hanno detto che la vita risplende indistruttibile proprio perché il suo ritmo oscilla tra la notte e il giorno, tra la guerra e la pace, tra il dio della vita
e quello della morte. Hanno acceso per noi il fuoco della bellezza, della poesia, della conoscenza ed hanno creato un’intera civiltà: la nostra.
La nuova stagione del Segesta Teatro Festival parte da questa consapevolezza e dalla voglia di conservare i valori della Magna Grecia e dei suoi abitanti.
Oggi, se non vogliamo spegnerci lentamente nella decadenza che chiamiamo modernità, dobbiamo ritrovare quel fuoco sapiente che accende il cuore e la mente. Dobbiamo ritrovare la realtà traboccante e luminosa della vita indistruttibile: non la realtà povera che si nutre del vuoto e delle chiacchiere, ma la traboccante realtà che è come un mare sul quale partire ancora verso la bellezza, un mare ignoto aperto all’avventura del futuro.
Un mese intero di attività coinvolgenti che animano le antiche pietre dei nostri padri.
Teatro, danza e musica che arricchiscono i luoghi ed il nostro spirito che testimoniano un impegno sano e forte che continua a farci crescere e rigenerarci.
Francesco Paolo Scarpinato
Assessore Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana

