

dom23agosto19:30DARIO BATTAGLIAOreste di EuripideUnder 35Teatro Antico19:30
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adattamento e regia
Dario Battaglia
con Antonio Bandiera, Alessandro Burzotta, Caterina Fontana, Marcello Gravina, Ivan Graziano, Fabiola Leone, Francesca Piccolo
musiche originali
Gioacchino Balistreri
scena e costumi
Ivan Bieco Varengo
luci Stefano Bardelli
progetto grafico Anita Martorana
Oreste rientra a pieno titolo all’interno di quel gruppo di rielaborazioni mitologiche elaborate da Euripide: si pensi alle due Ifigenie, all’Elena, alla stessa Elettra. Attraverso queste varianti, il tragediografo ci fornisce delle inedite versioni dei protagonisti con scritture dalle tenui tinte oniriche, grottesche, che aumentano a dismisura l’attrazione e la seduzione che questi testi presentano, anche a duemilacinquecento anni di distanza. Il caso dell’Oreste è emblematico: in quello che potrebbe tranquillamente essere uno script cinematografico, l’azione di svolge cinque giorni dopo l’omicidio commesso da Oreste ai danni della madre Clitennestra. In una dimensione appesa al filo sottile che divide il sonno e la veglia, tutta la prima metà del testo è un alternarsi di visite degli altri personaggi al figlio di Agamennone, e in questo alternarsi di visite familiari – ospedaliere, si dipana una trama politica ed etica ben definita: la città chiede la condanna dei figli fedifraghi, che sperano nell’aiuto dello zio Menelao il quale, invece, mistificando con grande arte retorica le sue preoccupazioni, decide di non agire. Il turning point di questo testo è rappresentato dall’arrivo di Pilade che, con la sua proverbiale determinazione, spingerà i due ad architettare un piano in perfetto stile gangster-movie per fuggire e farla franca. Se è vero, quando si parla di Orestea, che le colpe dei padri ricadono sui figli, è altrettanto vero che anche l’essenza dei padri pervade i figli: Elettra ed Oreste infatti, per salvare la vita, sono disposti a rapire, uccidere, vendicarsi, proprio come fecero i genitori in vita, ciascuno con i suoi propri moventi e con le proprie giustificazioni. Oreste è un testo sul rapporto tra giovinezza e vecchiaia, sui conflitti generazionali. Ma quali azioni sono appannaggio esclusivo dei giovani e a quali responsabilità sono chiamati per discostare il loro destino da quanto deciso dal fato? Dove sta la Giustizia? Che ruolo gioca? A che prezzo si può raggiungere?
Teatro Antico
23 agosto 2026 19:30